"Siamo ciò che mangiamo", questo è un detto molto famoso.
Sapete cosa anche è lo specchio delle nostre scelte alimentari? L'ambiente. Ciò che produciamo, trasportiamo, acquistiamo, consumiamo e sprechiamo lascia un'impronta ecologica.
Dal 1990 le emissioni globali di CO2 sono aumentate del 50% circa.
In poco più di un secolo l'agricoltura ha perso il 75 per cento della varietà delle colture.
1,3 miliardi di tonnellate di cibo vanno sprecate ogni anno.
Il settore alimentare rappresenta il 30% del consumo totale di energia, ed è responsabile del 22% delle emissioni di gas serra. L'allevamento animale è una delle voci più pesanti in questo bilancio.
Quindi come possiamo adottare modelli alimentari e comportamentali più sostenibili?
Una delle possibili soluzioni è la dieta mediterranea, non soltanto salutare, ma anche ecologicamente sostenibile.
Al contrario delle abitudini moderne, che tendono a privilegiare prodotti industrializzati e di origine animale, la dieta mediterranea prevede un maggiore consumo di prodotti freschi e poco o nulla lavorati: frutta, verdura, legumi e cereali integrali. L'olio extravergine di oliva rappresenta la principale fonte di grassi, il consumo di pesce, uova e latticini è moderato. Basso il consumo di carne, in particolare carne rossa e trasformata.
Un altro punto chiave è la predilezione per alimenti stagionali e di produzione locale.
Questo consente diversi miglioramenti:
un minor impatto ambientale;
riduzione dell'emissione di gas serra;
migliore efficienza nell'impiego di acqua;
migliore efficienza dell'uso del suolo;
riduzione dell'inquinamento derivato dai trasporti.
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